Esentati dall'antifascismo
di Domenico Pizzuti sj
Nel saggio di alto profilo di Gabriele Pedullà e Nadia Urbinati Democrazia afascista, Feltrinelli, Milano 2024 al cap. 3 viene evocata una importante intervista del Corriere della Sera a Giorgia Meloni, 25 aprile 2023, pp. 48-59 che mancava nella presentazione del volume in questa sede (Non è citata stranamente dalla accurata ricerca politologica di Salvatore Vassallo Rinaldo Vignati, Fratelli di Giorgia. Il partito della destra nazional-conservatrice, Il Mulino, Bologna 2023).
Secondo gli Autori questa intervista meloniana viene a rispondere alle opinioni circa le “radici ideologiche” del Partito Fratelli d’Italia fondato da Giorgia Meloni e altri politici della Fiamma nel 2012 e “merita di essere tenuta in grande considerazione, perchè secondo la Meloni doveva avere lo scopo di “chiudere una volta per tutte le polemiche sulle radici culturali e politiche del suo partito e sul suo personale rapporto con quella Resistenza da cui è nata la Repubblica (...).
Chiunque sia interessato a capire quale sia la concezione della democrazia e con lei di Fratelli d’Italia, farebbe bene a prestare la massima attenzione” (Ib., pp.49-5I)- Meloni rivendica di essere: 1) democratica (libertà e democrazia sono un patrimonio per tutti, 2) non “nostalgica” del fascismo e 3) esentata dal dovere di essere antifascista per essere democratica.
Di qui la sua ritrosia anche oggi a dirsi e connotarsi “antifascista” a Palazzo Chigi, e di farci apparire l’antifascismo anacronistico.Per chi non è antifascista, la democrazia è solo un sistema di selezione delle classi dirigenti, “non così per chi è anifascista”. La Costituzione del 1948 traccia dunque lo spartiacque tra l’essere ed il non essere antifascista, tra l’essere e il non essere democratici ( Ib., p. 58).
Gli Autori concludono “Per questo, infine, Meloni ed il suo partito non hanno alcun problema a dirsi democratici, ma mai si direbbero e si diranno, antifascisti” (ib. p. 59). MEDITATE GENTE!
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