La mia esperienza ospedaliera

di Domenico Pizzuti sj

Voglio raccontare qualcosa della breve esperienza (4-6 novembre 2024) nell’Ospedale “Buon Consiglio” Fatebenefratelli di Napoli, per un intervento al cuore volto a porre un peacemaker a seguito di una bassissima pressione che richiedeva provvedimenti urgenti. Per rapida decisione dei cardiologi dell’Ospedale dopo mezz’ora ero nelle mani dei chirurghi per un intervento con anestesia locale della durata di un'ora. 

Un impressionante esempio di efficienza e organizzazione di un ospedale privato napoletano sulla collina di Posillipo, gestito dai Religiosi del Fatebenefratelli. La degenza in Reparto di cardiologia è durata fino alla tarda mattinata di mercoledì 6 novembre con il ritorno all’Infermeria di Villa San Luigi tra i confratelli degenti nella struttura sanitaria.

Nei passaggi in ospedale dal luminoso ingresso ai reparti di cardiologia ho avuto l'inaspettata impressione di ambienti colorati e luminosi, di una luminosità accogliente che ti avvolge, cioè di una modernizzazione sanitaria ben studiata non solo dell’ambiente, e di efficienza con la collocazione di enormi moderne macchine sanitarie per i vari interventi. Questi caratteri, la modernizzazione sanitaria e l'efficienza organizzativa fanno di questo ospedale gestito da pochi religiosi uno dei più rilevanti nel parco delle strutture ospedaliere napoletane private.

E’ noto che in ospedale si fanno inaspettate conoscenze se non amicizie: al di là delle valide infermiere e del personale di servizio per gli interventi sanitari, nella stanza del reparto era con me un amichevole napoletano di 75 anni che mi ha prestato qualche aiuto con alcune telefonate ed una maglietta di cui avevo bisogno. Si è quasi confessato, vista forse la mia tranquillità, ad una mia domanda se in famiglia svolgesse dei servizi, rispondendo allusivamente: “In famiglia l’uomo è l'uomo!”. Quando ho riportato questa risposta in infermeria, M. ha alzato le braccia al cielo esclamando “Mentalità antiquate…non esistono più!”. 

La risposta del paziente solleva un lembo su alcune subculture napoletane popolari ma non solo, ancora sussistenti per quanto riguarda i rapporti in famiglia nella coppia, che occorre superare per il riconoscimento della pari dignità.

Sono grato all’impegno degli operatori socio-sanitari e del vice-prefetto di sanità in Infermeria per questo rapido ed efficiente intervento al cuore. DEO GRATIAS.

Commenti

Più letti