Camilleri e il vicerè donna nella Sicilia del Seicento

di Domenico Pizzuti sj

Nel ricordo delle nteressanti trasmissioni Tv sulle imprese del Commissario Montalbano a Vigata in Sic’ilia, ho acquistato e letto con mucho gusto l’ultimo libro dello scrittore siciliano Andrea Camilleri, La rivoluzione della luna, Sellerio Editore, Palermo, pp. 276, in occasione del centenario dello scrittore siciliano, stampato nel mese di marzo 2013 e riproposto in edicola. 

Secondo l’Autore si tratta di una “Narrazione romanzesca” (Ib., p. 275), coinvolgente nella lettura e riguarda un caso anomalo di Vicerè, un governatore donna, donna ELEONORA di MORA, vedova del Vicerè don Angel de Guzman, che nel suo testamento aveva lasciato scritto che in caso di morte improvvisa voleva come successore la sua vedova donna Eleonora di Mora, senza paragone diversa lucidamente “ferma e decisa nella difesa delle leggi e della giustizia sociale” che così ebbe un governatore donna nel 1677 che con la luna condivise la durata della sua giusta "rivoluzione". La luna compie in quasi ventotto giorni il giro dello Zodiaco, e donna Eleonora dimostrava freddezza come di luna.

Al di là di un interessante cesello dei riti con il Viceré del Sacro Regio Consiglio , centrale e coinvolgente è la figura della Vicerè donna non solo o tanto per la sua straordinaria bellezza spagnola, “affatante” secondo il linguaggio dello scrittore siciliano, Una donna straordinaria che seppe meritare rispetto per tutto quello che fece nel suo breve periodo di governo della Sicilia con le sue leggi e provvedimenti di giustizia sociale: suo fu l’abbassamento del prezzo del prezzo del pane, e la creazione del Magistrato del Commercio. Riguardo ai provvedimenti in favore delle donne, va detto che rimise in vigore il Conservatorio per le vergini pericolanti, e quello per le prostitute, interamente suo la creazione della Dote Regia e del Conservatorio delle Maddalene pentite. Suo fu anche la riduzione del numero dei figli per ottenere i benefici concessi ai padri “onusti” per numero di figli. Ci volle una donna per restituire normalità di governo, pur essendo stata educata in un convento di suore per esigenze e costumi familiari.

Tra realtà storica e felice invenzione, secondo lo scrittore Silvano Negri, “il romanzo di Camilleri è ad alto tasso di allegrezza e di severo umorismo civile. Ed è anche un omaggio alla REGALITA’ DELLA DONNA” a cui vitalmente ci associamo per non venir meno ad una vocazione umana nel cammino di vita.

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